“Incubo” di una notte di “inizio” estate

 

Protagoniste “sfigate” della mia mente contorta: Io, Gabri e Piccolì-Manu.. ossia in alcuni spezzoni del sogno vi era l’una in altri spezzoni vi era l’altra in realtà era quasi un personaggio indefinito.

 

Tutto inizia col silenzio. Le due pseudoeroine Wilde e Gabri si aggirano di notte in una sorta di mega albergo. Entrano in una camera… in punta d piedi. Aprono una porta e… recuperano Piccolì-Manu… che a quanto pare era sotto sequestro.

Si attende in silenzio e al buio l’ascensore.. premendo insistentemente quel maledetto tasto… quando all’improvviso tutto si sveglia.. ed inizia la fuga. Ci stanno inseguendo (tutto rigorosamente al buio).

Si finisce nel garage.. una cosa immensa di due o tre piani…

quando eccola lì.. la mitica wildemobile .. la matiz bianca (piccolina.. cicciottina) è lì che ci attende… e via verso l’infinito e oltre .. in realtà si finisce nel parcheggio di un supermercato.

Il sogno riparte con io che mi sveglio dopo essermi addormentata alla guida della wildemobile e con un auto dei carabinieri (traditori si erano alleati con le forze nemiche!!!) che ci insegue.. insomma eravamo davvero sole.

La benzina sta per finire, decidiamo di infilarci in una stradina non asfaltata circondata da eucalipti.. insomma ci ritroviamo di botto in Sardegna. Percorriamo a 200 km/h la stradina che si fa sempre più ripida e che termina ….in mare.

Non so come sia possibile ma da che la wildemobile si dirigeva in discesa verso il mare mò sta cercando di risalire.. ma la strada è troppo ripida. Ci si butta fuori dalla matiz e questa precipita in acqua. Mi incavolo con Gabri in quanto essendo stata l’ultima ad uscire dalla wildemobile doveva trascinare con sè la macchina ed invece l’aveva lasciata cadere in acqua e per di più aveva lasciato dentro la mia borsa (che pretese!!!). Mi coglie un’altra preoccupazione: siamo rovinate.. nella borsa ci sono il mio cellulare e il bancomat.. non abbiamo manco un soldo e non posso chiamare mio padre (anche se adesso che ci penso non capisco perché avrei dovuto chiamarlo a questo punto del sogno e non prima). Nella disperazione mi affaccio dal burrone che si trasforma in una sorta di scoglio. Ecco che passa di lì un tipo con pinne e maschera. Al che gli chiedo “non è che per caso vedi una borsa sul fondo del mare?” questo si immerge e mi riporta su la borsa.. A dire la verità ero tentata anche di chiedergli se mi riportava su la wildemobile ma mi sembrava troppo, già gli avevo chiesto della borsa non potevo torturarlo così e quindi ho deciso di lasciar perdere.

Contenta di aver ritrovato cellulare e bancomat non chiamo più mio padre.

 

Sta diventando buio (evidentemente la fuga è durata un giorno). Alla nostra destra si vede una spiaggia. “Sìììììì….. dai andiamo ad abbronzarci” (che idee.. ma poi non stava diventando buio?). Arrivate lì.. sulla spiaggia c’erano un sacco di case diroccate. Così pensiamo di cercare una stanza per la notte. Ma appena entrate troviamo due donne. Le due donne sono strane.. ci fissano.. hanno degli occhi non umani… io voglio uscire. Ma le altre due eroine aprono un’altra porta. Si vedono delle scale. Vecchissime, pericolanti. Iniziano a salire. Io resto giù continuando ad urlare “non salite. Crollano. dai usciamo!!! attente!!!” Ma non vengo considerata minimamente. Una delle donne sale con le mie amiche. Io resto con la più giovane. Questa continua a fissarmi. A dire la verità era molto bella. Credo che mi abbia anche rivolto la parola, ma non ricordo con precisione. Decido di uscire. Fuori ormai era completamente buio. Dietro ad un’altra casa si accende un gigantesco fuoco. Decido di andarci.. pensando che il fuoco mi possa aiutare a tenere “persone strane” lontane da me. Ma vista l’entità del falò e il numero di ombre che vi si aggirano attorno.. cambio strada: mi nascondo nel buio vicino agli alberi. Ecco un rumore, nessun urlo. Un rumore di legno che si rompe. Tutto accade velocemente riesco a vedere le mie amiche legate che vengono trascinate con una velocità indescrivibile sulla spiaggia e sento “Vampiri mangiate” dopo di che un immenso numero di ombre le avvolge. Stranamente non inizio a piangere ma corro nella foresta. Altre persone scappano come me. Decido di arrampicarmi su un albero.  Mi fermo in una sorta di letto fatto di foglie. E attendo. Forse attendo che passi la notte. Quando mi accorgo che il letto è una sorta di alcova.. è la tana di qualcuno.. forse la tomba di qualcuno. Arriva la donna giovane della casa….

 

“Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh questo è troppooooooooooo!!!!”

 

A questo punto il sogno finisce.

 

Non penso di essere molto normale

 

Buongiorno a tutti  

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Una risposta a “Incubo” di una notte di “inizio” estate

  1. Giovanna ha detto:

    ed io che pensavo di essere l\’unica a fare sogni strani…proprio stanotte ho visitato tutta casa di giuliano,flirtato cn il marito di una domestica, assistito ad un inizio di guerra dove se sopravvivevamo ci avrebbero tagliuzzato con i bisturi quindi consigliavo a tutti il suicidio e infine la mamma di giuliano credeva che mia mamma si era rifatta le tette…………………………
    può essere lo studio il problema??????
    bastaaaaaaaaaaaa ci fa male;D
     

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